Che cos’è il Giorno della Memoria per Dino

giorno della memoria victoryIl libro della singolare deportazione di Dino esce nelle vicinanze di una data molto importante per la civiltà. Il 27 gennaio Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto, delle persecuzioni razziali dei cittadini ebrei. La shoa. Questo accostamento potrà sembrare irriverente visto che Dino non fu tra le vittime delle persecuzioni razziali, fu sottoposto per una parte infinitesima alle sofferenze della deportazione e, in fondo, sia da contare tra i “fortunati”.

Ma la memoria è fatta da tante sfumature e va compresa nella sua complessità perché sia davvero di aiuto al presente. Dino non fu tra le vittime (almeno nella seconda parte della sua deportazione) e non fu certamente carnefice. Fu il membro silenzioso di un popolo enorme che preferì astenersi. Dino è il portatore di una coscienza personale, un’etica che si ferma ai legami familiari che da un paesino della campagna gli impedisce di schierarsi. E quindi si lascia trasportare dalla corrente della Storia.

È una posizione che ho fatto fatica a comprendere, che ho rifiutato e odiato per la gran parte della mia gioventù. Avrebbe dovuto armarsi, pensavo, avrebbe dovuto fuggire, avvelenarli, immolarsi, passare con un gesto eroico e irrevocabile dalla parte dei buoni. Gli chiedevo di non raccontare della bellezza di Greta o della bontà dello Saurebraten.

Poi, man mano che Dino invecchiava e che io invecchiavo, man mano che il suo racconto si faceva meno allegro ho cominciato ad avvicinarmi. Ho scritto questa storia, l’ho messa in ordine per cercare di capire e forse di accettare chi è stato mio padre. E credo, nel suo piccolo, nel suo silenzio, nei suoi colori pallidi, nella sua arrendevolezza anche Dino abbia il diritto di portare il suo contributo alla Memoria di una tragedia che sembra sempre viva. Come testimone timido quale fu.